Bionieri rural net work

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VERSO UN’ECOLOGIA PROFONDA

di Guido Dalla Casa

 

Introduzione

 

L’idea più corrente che viene evocata nell’opinione pubblica quando si parla di azione “ecologista” o “verde”, è che questa consista essenzialmente nel vigilare affinchè il “naturale progresso dell’umanità” avvenga senza inquinamenti e senza modificare troppo l’ambiente, che è considerato bello e quindi “da salvare”. In sostanza, quella che viene chiamata azione ecologista è la “protezione dell’ambiente”: non inquinare, mantenere pulito il paesaggio, installare filtri e depuratori e conservare qua e là alcune isole di natura dove recarsi a scopo ricreativo, i “Parchi”.

La componente di pensiero sopra accennata è oggi abbastanza presente nell’opinione pubblica e la sua massima diffusione è certamente utile.

Nelle note che seguono proporrò alcune domande più profonde, pur considerando pienamente valide le azioni sopra citate, provando ad evidenziare qualcosa a cui molti non hanno mai pensato soltanto perché le concezioni che si respirano fin dalla nascita appaiono ovvie e quindi non appaiono affatto: costituiscono la base del modello in cui viviamo, cioè la civiltà industriale, espressione attuale della cultura occidentale.

Poniamoci allora alcune domande:

–        Perché il dramma ecologico è nato proprio nella cultura occidentale?

–        Perché consideriamo la civiltà occidentale ed i suoi miti come quelli “veri”?

–        Che cosa sono lo sviluppo e il benessere?

–        Il concetto di progresso è universale ed evidente?

–        Che posizione ha la nostra specie nell’Universo?

–        Cosa ne pensano le altre culture umane?

Poiché la distruzione degli equilibri naturali è opera della civiltà industriale e della sua tumultuosa espansione, per ottenere qualche miglioramento globale e permanente in questo campo è necessario:

–        intaccare le concezioni che l’hanno fatta nascere;

–        porre in discussione la sua visione del mondo.

1.- L’ecologia di superficie

      In questo capitolo descriverò brevemente quel tipo di “ecologia” cui ci si riferisce di solito e che viene accettata da un numero rapidamente crescente di persone. Userò a questo scopo il linguaggio che più frequentemente viene utilizzato dai mezzi di comunicazione, quando si occupano del problema ecologico.

 

Secondo questa ecologia, in cui si mantiene la distinzione fra “l’uomo” e “l’ambiente”, la Terra va tenuta pulita e piacevole perché è “l’unica che abbiamo”, è “la nostra casa”, è un Pianeta fatto per noi. E’ necessario “difendere l’ambiente” perché l’umanità possa viverci meglio: le modifiche devono essere fatte “a misura d’uomo”.

Ad esempio, una palude va salvata perché fa da polmone nelle piene, perché è ricca di vita e quindi ci fornisce un buon sostentamento (prelevando quel tanto che non intacca l’equilibrio dell’ecosistema), perché ci possiamo ricreare andandola a vedere, e così via.

La foresta va salvata perché ci dà l’ossigeno, perché abbiamo ancora tante cose da imparare su di essa, perché molte specie potranno un giorno darci nuove colture agricole, per i nuovi medicinali e per scopi ricreativi o di conoscenza.

Già i motivi per salvare ampi spazi di deserto appaiono meno evidenti. Tuttavia alcuni deserti ci vogliono, per studiare le specie che vi si sono adattate e perché questo ambiente possa servire da palestra per il nostro ardimento, visto come un notevole valore “sportivo”.

In definitiva la posizione centrale e del tutto particolare dell’”uomo” non viene messa in discussione.

Ogni movimento ecologista che derivi da concezioni marxiste, cattoliche o protestanti rientra nella categoria dell’ecologia di superficie. Tali posizioni sono figlie dell’Occidente, danno grande valore all’uomo e alla “storia” e hanno come mito il “progresso”.

          Come sottofondo metafisico, queste concezioni ritengono che l’universale (cioè la “materia” o il “mondo fisico”) sia una specie di orologio che l’uomo, unico essere diverso, può e deve modificare a suo vantaggio.

          Il fatto di ritenere che esista un Orologiaio (il Dio dell’Antico Testamento) oppure che non esista (materialismo) provoca differenze ben poco rilevanti. Con entrambe le posizioni ci si comporta nei confronti della Natura pressochè allo stesso modo. Da una parte si ritiene che il diritto-dovere di modificare il mondo provenga da Dio, dall’altra da una specie di “merito selettivo” che ci ha resi, in sostanza, gli unici detentori di “spirito”; ma gli effetti sono praticamente gli stessi.

          Entrambe le posizioni si ispirano alle concezioni filosofiche del pensatore francese del Seicento René Descartes, comunemente noto con il nome di Cartesio.

In sostanza in questa visione del mondo la natura va protetta perché è “res communitatis” e non è “res nullius”. Resta comunque sempre “res”, si tratta di “proprietà”, di patrimonio comune, qualcosa da salvaguardare, ma che si deve “utilizzare”.

Quasi tutti i movimenti ecologisti oggi esistenti, essendo figli della cultura occidentale e della sua concezione del mondo, si ispirano ai princìpi qui accennati: del resto, se così non fosse, probabilmente avrebbero un sèguito numerico minore.

          Questa posizione assomiglia abbastanza all’idea di un organismo visto come “ambiente” delle cellule nervose o di qualsiasi organo considerato come centrale (l’uomo): questo organo, o gruppo di cellule, avrebbe il diritto di modificare il corpo, tenendolo vivo, per trarne vantaggio, cioè per ottenere la sua espansione equilibrata e il suo sviluppo.

          Poiché questa concezione si inquadra nel pensiero generale dell’Occidente, non viene messa in dubbio l’idea che l’aspirazione logica di ogni individuo e di ogni collettività sia “l’affermazione” o “il successo”. In sostanza, tutto può continuare come prima, installando filtri e depuratori e salvando qualche isola di Natura in giro per il mondo.

continua

http://www.estovest.net/rtf/verso_una_ecologia_profonda.rtf

Distruggi l’economia

Distruggi l’economia

di John Zerzan

tratto da Terra Selvaggia #8 (giugno 2001)

 


Attualmente le nostre vite dipendono dal successo dell’economia.
Dal momento che la nostra società è guidata dalla produzione e dal consumo di merci, siamo continuamente costretti a comprare la nostra esistenza su questo pianeta da quelli che lo controllano.

Per avere di che pagarci casa, cibo, vestiti e altre necessità, dobbiamo cercare un ruolo nell’interminabile processo di espansione commerciale. La produzione di massa trasforma paesaggi e ecosistemi brulicanti di vita in piantagioni agricole omogenee, in desolate industriali inguardabili e cancerogene, in distese urbane socialmente distruttive. Prendiamo parte al processo non solo consumando, ma lavorando. Per la maggior parte di noi, il lavoro non è un attività creativa che ci permette di esplorare i nostri interessi individuali, bensì un’autonegazione, paralisi mentale, stressante, e spesso una fatica nociva compiuta solo per guadagnare un salario.

Tuttavia, non ci interessa mettere in discussione l’intera desiderabilità dell’industria e del commercio, incuranti del nostro odio verso i capi, della nostra tristezza allorchè siamo testimoni della conversione degli spazi aperti in quartieri residenziali, della nostra solitudine quando siamo isolati in casa senza niente di meglio da fare che guardare la televisione, oppure dei nostri disturbi fisici e mentali contratti come risultato.

Anche chi percepisce la negatività di un economia in continua espansione darà tipicamente il benvenuto alla sua presenza, perchè solo lei potrà fornire i lavori di cui abbiamo così disperatamente bisogno per pagare le bollette.

E se non ci fossero bollette da pagare? Questo è stato il caso per più del 99% della storia umana. Solo di recente la società sono giunte a basarsi sulla produzione forzata di massa. Le culture indigene che sono state assimiliate o distrutte dalla civiltà industriale (insieme alle poche che ancora lottano per resistere alla sua influenza) sono state contente di soddisfare i propri bisogni direttamente cacciando, pescando, coltivando, raccogliendo e pascolando greggi.

Da qui, per loro non c’è mai stato bisogno di sfruttatori intermediari quali capi, proprietari terrieri, poliziotti, politici, “esperti” autoproclamatisi tali, etc.. lontani dal vivere una fatica, hanno goduto di un esistenza di relativo agio, lavorando raramente più di 3-4 ore al giorno. Inoltre, cercare cibo o coltivare i compagnia di persone amiche godendo del paesaggio naturale è una forma di “lavoro” molto più significativa e soddisfacente che l’attività lavorativa meccanizzata e regimentata tipica dei giorni nostri. Sebbene per l’odierna popolazione di 6 miliardi non sia possibile vivere come cacciatori-raccoglitori, è stato dimostrato da alcune comunità alternativa che è possibile coltivare un’esistenza autosufficiente e sostenibile attraverso mezzi differenti (permacoltura, orticoltura organica etc..), riducendo così il bisogno di economia industriale su vasta scala, insieme alla devastazione ecologica e ai metodi coercitivi di organizzazione che questa comporta.

Sfortunatamente, per la maggior parte delle persone risulta difficile vivere in maniera autosufficiente (o imparare come fare), perchè devono dedicare tempo ed energia nel lavoro salariato per pagare l’ipoteca della casa. Anche quelli che riescono ad evitare il lavoro, oggi lo possono fare solo entro i confini di un paese devastato a livello ambientale e in atmosfera politica autoritaria. Saremo liberati dalla necessità di lavorare solo quando avremo rifiutato con forza l’obbligo di pagare per la libertà di usare e occupare le terre che ci sono state sottratte. Il mondo naturale può essere preservato e ristabilito solo quando avremo rifiutato con forza l’obbligo di pagare per la libertà di usare e occupare le terre che ci sono state sottratte. Il mondo naturale può essere preservato e ristabilito solo quando saranno smantellati gli attrezzi della produzione di massa. Se noi riconosciamo che l’economia è un male non necessario, non dobbiamo solo scoprire modi creativi per sopravvivere senza di essa, ma anche distruggerla.

http://www.tmcrew.org/eco/primitivismo/distruggi_economia_zerzan.html

“E’ successo così…” l’ecovillaggio solare….per andare dove vogliamo andare per dove dobbiamo andare

“E’ successo così…” + Quesiti relativi l’Autocostruzione + File .xls Elenco interessati Ecovillaggio Solare

 “E’ successo così…”

Presentazione capolavoro svolto dal gruppo Autocostruzione a Jacopo Fo ed all’organizzazione dell’ Ecovillaggio Solare:

 

  1. In un Cacao delle buone notizie comiche di fine novembre è stata postata la notizia della ripartenza del progetto “Ecovillaggio Solare”:

http://www.jacopofo.com/ecovillaggio-solare-ambiente

  1. Io (Andrea aka Arcano Pennazzi) ho mandato una mail a tutti i miei contatti raccolti negli ultimi tre anni interessati a fondare un’Ecovillaggio nella quale raccontavo della novità e di come organizzarsi per mettersi in moto come gruppo. La mail è leggibile a questo link:

http://ecovillaggio.ning.com/forum/topics/ecovillaggio-solare-il

  1. In pochi giorni il social forum ha ripreso ad andare alla grande e a raccogliere nuovi interessati al progetto. Questo il link del nostro forum: http://ecovillaggio.ning.com/ (Digitando in Google la parola “ecovillaggio” è la seconda voce visualizzata!)

 

  1. Poi ho creato un gruppo in face book “Ecovillaggio Solare”:

http://www.facebook.com/#/group.php?gid=243335692941&ref=ts ed è arrivata altra gente interessata al progetto.

  1. Via via hanno cominciato a crearsi contatti interessati all’Autocostruzione che si sono incontrati per capire come pianificare il lavoro che li attende. Vi invitiamo a leggere la relazione di Jonas Della Giustina riguardo l’incontro svoltosi il 17.01.10 ad Ozzano (Bo): http://ecovillaggio.ning.com/forum/topics/cosa-vogliamo-fare-delle

 

  1. L’incontro di Ozzano ha portato il gruppo alla formulazione di un questionario per Jacopo, allegato alla presente. Domande fondamentali per poter partire col cantiere degli Autocostruttori.

 

  1. Quindi ho realizzato un video per promuovere il progetto e rendere l’idea di quel che io sogno sia l’Ecovillaggio: “Ecovillaggio Solare, un luogo diverso dove Vivere!”

http://www.youtube.com/watch?v=Hl0PLWjk-DQ

Ed una presentazione spedita ad oltre 5.000 indirizzi mail, di seguito quella postata da Marco Boschini nel suo blog (Comuni Virtuosi):

http://www.marcoboschini.it/?p=1506

          Video: http://www.youtube.com/watch?v=Hl0PLWjk-DQ e articolo:

 

Ecovillaggio Solare

Un’idea diversa della casa, dell’energia, del vivere in mezzo alla natura e delle relazioni tra vicini di casa.

Finalmente si parte!

Dopo 9 mesi di lavoro, incontri con il Comune di Perugia e Gubbio, geologi, architetti, ingegneri, costruttori e persone interessate a comprare una casa antisismica con consumi energetici irrisori, siamo lieti di annunciarvi che siamo arrivati a far decollare il progetto.

Il progetto iniziale è stato profondamente modificato e ci sembra finalmente soddisfacente.

Dove

Umbria, comune di Perugia, una valle meravigliosa che si sviluppa lungo il corso di un piccolo torrente. Verde a perdita d’occhio, sulle colline. Boschi e oliveti. L’Ecovillaggio ha intorno 40.000 mila mq di verde. Se non vi piace la vita bucolica non fa al caso vostro.

Il tutto si trova a 8 km dalla strada asfaltata, 12 dal tabaccaio, 14 dalla superstrada E45, 30 km da Umbertide, 40 da Perugia.

Case ecologiche

Le costruzioni saranno ecologiche, con isolamento termico, pannelli solari, impianto idrico duale, raccolta dell’acqua piovana eccetera… Ogni modulo comprende 2000 mq di giardino, di cui 50 a orto, 50 a frutteto, il resto olivi, prati pascoli e bosco.

Orti e frutteti avranno un comune sistema di irrigazione a goccia temporizzato. Ogni famiglia avrà quindi terreno sufficiente per i propri fabbisogni alimentari, che potrà usare direttamente o dare in gestione a un eventuale orticultore ricevendone in cambio parte del raccolto.

Autocostruzione

Grazie all’aiuto essenziale di Banca Etica e alla disponibilità espressa dal nuovo sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, avremo, inoltre, 16 unità abitative in autocostruzione su un’area la cui destinazione urbanistica sarà modificata da agricola a “edilizia popolare”, quindi gli acquirenti compreranno terreno a costo agricolo e dovranno sostenere le sole spese per i materiali edilizi e la progettazione. Questa offerta è limitata però a quelle persone che si costruiscono la prima casa e hanno particolari requisiti di reddito specificati dal Comune di Perugia riguardo a chi ha il diritto di avere agevolazioni per la casa. E indispensabile che il gruppo degli Autocostruttori si Autoorganizzi.

Leggi qui l’intera presentazione del progetto:

http://www.ecofiera.it/blog/ecovillaggio

Per aggiornarti sullo stato di avanzamento del progetto e particolarmente sull’Autocostruzione:

http://ecovillaggio.ning.com/

Per info e contatti:

arcanopennazzi@gmail.com – 392.5940952

  1. Per concludere questa prima parte del lavoro di “ricerca degli abitanti dell’ecovillaggio” ed arrivare all’incontro del 29/31 con le idee più chiare riguardo l’interesse di ogni membro ho postato nel blog ecovillaggio.ning un breve questionario:

 

BREVE QUESTIONARIO, E’ FONDAMENTALE CHE TU RISPONDA!

Questo il link: http://ecovillaggio.ning.com/events/breve-questionario-e

Ciao ragazzi,
questa mail arriva a tutti e 100 gli iscritti al nostro blog “Ecovillaggio” è fondamentale che tutti e 100 si risponda alle poche e semplici domande. Così da poterci chiarire le idee e cominciare a organizzare seriamente e semplicemente il lavoro che ci aspetta per andare finalmente a vivere nelle amate colline umbre.
Le risposte saranno tabulate in un file excell e ripubblicate qui nel blog in un’area visibile a tutti e facile da trovare.

Questionario:

1. A quale modalità d’acquisto sei interessato?
A. Chiavi in mano
B. Al grezzo
C. Autocostruzione

2. Qual’è la tua premura riguardo i tempi di realizzo della tua casa e dell’ Ecovillaggio?
A. Entro l’anno
B. Entro due anni
C. Non ho particolare premura

3. Puoi mettere a disposizione del gruppo il tuo numero di telefono e se ce l’hai l’account di Skype? (Se non hai account Skype ti suggerisco di farlo così quando serve parliamo GRATIS!)

4. Ci sarai all’incontro del 29/31 gennaio presso Alcatraz?

Per facilitare l’elaborazione delle risposte siete pregati di rispondere direttamente sotto ogni domanda.

Salute a tutti e ci vediamo venerdì!
A.

  1. 9.    Conclusioni:

Ad oggi venerdì 29.01 alle 06.30 il social forum ecovillaggio.ning conta 115 iscritti, persone seriamente interessate a vivere nell’Ecovillaggio Solare.

Le mail di presentazione che ho inviato sono circa 5.000.

Il video è stato visto 2400 volte in una sola settimana dalla sua realizzazione.

Il gruppo facebook “Ecovillaggio Solare” conta 370 iscritti.

Nel file excell allegato sono raccolti tutti gli oltre 100 contatti interessati a venire a vivere nell’Ecovillaggio Solare raccolti in questo primo mese di ricerche.

Nel file word i quesiti relativi l’Autocostruzione.

Desidero fare i complimenti prima di tutti a me stesso, ho veramente fatto un lavoro mostruoso, sono un Figo Pazzesco! E non meno che a me a Nicola, Nicoletta, Roberto, Idio, Alessandro, Michele, Elisa, Jonas, Luigi e tutti quelli che hanno preso parte attivamente alla cosa, senza l’aiuto dei quali tutto questo capolavoro non sarebbe successo.


Quesiti relativi l’Autocostruzione:

Buongiorno Jacopo ed organizzazione dell’Ecovillaggio Solare,

 il gruppo prima di tutto ci tiene a ringraziarvi per il fantastico lavoro svolto atto a consentirci di Autocostruirci casa e poter abitare l’Ecovillaggio Solare!

Detto questo, premesso che il progetto Ecovillaggio Solare nella sua totalità è molto interessante ma che non offre al momento certezza rispetto ai tempi di realizzazione, visto che è stata indicata la soglia della vendita sulla carta dell’80% degli alloggi non Autocostruiti come condizione di partenza (ci basiamo sul progetto dello scorso anno che prevedeva i 64 moduli abitativi) e dato per assodato, come già rispostoci da Jacopo, che lo stesso Jacopo è interessato a far partire la parte in Autocostruzione indipendentemente ed eventualmente prima del resto del villaggio, le domande prioritarie sono:

A) A che prezzo intendete cedere alla cooperativa Autocostruttori il terreno su cui costruire? E che opere di urbanizzazione primaria (strade, impianti, etc) sarebbero già incluse in tale prezzo?
B) Vista la vicinanza del sito in Autocostruzione all’ Ecovillaggio Solare in modalità acquisto, avete in mente dei vincoli da imporre agli Autocostruttori in merito ad estetica, regole condominiali, impianti comuni, etc per garantire la coerenza del progetto nella sua globalità? Se sì quali?
C) Dal blog di Jacopo:
“Grazie all’aiuto essenziale di Banca Etica e alla disponibilità espressa dal nuovo sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, avremo, inoltre, 16 unità abitative in autocostruzione su un’area la cui destinazione urbanistica sarà modificata da agricola a “edilizia popolare”, quindi gli acquirenti compreranno terreno a costo agricolo e dovranno sostenere le sole spese per i materiali edilizi e la progettazione.”

Intendete vendere agli Autocostruttori terreno agricolo con garantita poi l’edificabilità del sito ai membri della cooperativa? Ossia che tipo di accordi sono già stati presi con il comune? Se l’edificabilità è garantita, il comune ha già in mente una tipologia di alloggio singolo o a schiera? Gli accordi di cui sopra sono ufficiosi od ufficiali? Cosa prevede il piano regolatore per questa area? Quali sono i vincoli urbanistici per quest’area?

In sostanza la cosa principale da capire in questa prima fase è la destinazione d’uso del terreno e quali accordi ha preso Jacopo col comune di Perugia.

D) Quali sono le spese effettive relative alla quota di 25000€? E’ possibile avere una distinta? Tale quota la devono versare anche le persone interessate all’Autocostruzione?

Possono essere versati man mano che si producono interventi di cui beneficerà subito il gruppo degli Autocostruttori (acquisto terreno, spese burocratiche, infrastrutture come allacciamento dell’acqua, strada fino alla statale, sistema di fitodepurazione, ecc), senza aspettare che il resto dell’Ecovillaggio parta, ed eventualmente scegliere in seguito di partecipare versando le quote relative agli interventi che in seguito verranno realizzati (piscine, uffici, palestre, alloggi, ecc)?

In merito dal blog di Jacopo e da Ecofiera abbiamo trovato:

“Chi compra avrà la comproprietà (stile condominio) di una serie di spazi comuni: lavanderia, sala giochi per bimbi, sala feste, laboratori per artigianato, piscina riscaldata coperta, piscina fredda, bar-ristorante-bazar con 8 camere da letto, impianto fotovoltaico, impianto eolico (se le misurazioni del vento daranno esito positivo), parco condominiale di 200.000 mq circa.

La parte delle proprietà “condominiali” verrà acquistata versando una quota uguale per tutte le abitazioni di 25.000€.

Questi prezzi sono bloccati fino al 31 marzo 2010.”

Ed ancora: “Il costo a mq comprende oltre alla costruzione in sé con pannelli solari fotovoltaici e termici e 2.000 mq di terreno, l’acquisto del terreno edificabile (250 euro a mq calpestabile), o delle strutture esistenti (nel caso di restauri) la progettazione, pratiche burocratiche, tasse (Bucalossi), miglioramento strade, riscaldamento centralizzato (con sistema di misurazione dei consumi individuali), sistema idrico centralizzato, sistemazione degli esterni e del verde, sistema fognario con impianto di fitodepurazione e riuso dell’acqua per l’irrigazione a goccia delle coltivazioni, sistema di raccolta delle acque piovane per rifornire i wc (impianti duali).”

In sostanza i 25.000€ sarebbero la cifra necessaria alla realizzazione delle opere comuni, dalla piscina all’albergo, e che verrebbe ripartita tra tutti gli alloggi (compresi o no quelli Autocostruiti è da chiarire, ma sicuramente tra quelli costruiti). Dandoci Jacopo l’OK a partire con l’Autocostruzione indipendentemente dal resto dell’Ecovillaggio risulta evidente che tale cifra non ha più molto senso. In primis perche 25.000×16 è una cifra che non copre che in minima parte i costi per edificare le parti comuni così come descritte ed inoltre perché qualcuno faceva appunto notare come il progetto in autocostruzione sia da realizzarsi “in economia” per definizione e quindi salvo obiezioni specifiche di Jacopo non necessita allo stato attuale di prevedere opere comuni di lusso.

Detto questo ci pare più chiaro affrontare il discorso con Jacopo in termini di:

1) cifra iniziale da spendere obbligatoriamente prima dell’autocostruzione che includerebbe in particolare il costo del terreno e di eventuali oneri legati all’urbanizzazione del sito (spese amministrative e di opere primarie)

2) eventuale cifra addizionale richiesta agli Autocostruttori per la compartecipazione futura su eventuali impianti comuni dell’ Ecovillaggio Solare. Se Jacopo pensa che questo garantisca maggior coerenza al progetto complessivo ed evitare di creare cittadini di serie A e serie B. A questo proposito aggiungiamo che tale cifra addizionale sarebbe probabilmente da pagare se e solo quando dovesse partire anche il resto del progetto, viceversa si creerebbe il problema di dover prevedere delle condizioni per una eventuale restituzione.
Venendo infine al dunque constatiamo che la cifra per partire indicata da Jacopo in 25.000€ ha senso solo se ci sono subito tutte e 100 le famiglie dell’Ecovillaggio a versarla. Diversamente, come probabile, tale cifra può essere più bassa o addirittura molto più alta a seconda di quello che Jacopo ritiene di dover includere. Lui e’ l’attore principale e il regista di tutto, se per esempio ritiene, o il comune lo obbliga, di dover realizzare determinate opere per garantire l’edificabilità del terreno ecco che il costo non può che essere ripartito allo stato attuale sui soli Autocostruttori salvo poi eventualmente recuperare parte del costo anche dai futuri alloggi se e quando verranno costruiti/venduti sempre che condividano le opere di cui stiamo parlando.
E) Quali sono gli accordi col comune in merito all’assegnazione degli abitati e del terreno? E’ necessario un bando? Si possono avere garanzie in merito all’effettiva assegnazione del terreno su cui costruire ai componenti del gruppo Autocostruzione? Il gruppo che si è formato deve avere la garanzia che il terreno venga effettivamente assegnato ai propri componenti ed inoltre che venga convertito ad edilizia popolare.

F) Quale sarà l’impiantistica per l’Autocostruzione? Come si ottiene l’energia elettrica? E’ necessario aspettare che il resto dell’Ecovillaggio venga costruito prima di essere autonomi o si può intervenire prima? È possibile l’Autocostruzione parziale degli impianti?

G) Quale tipo di collaborazione e rapporto ci sarà tra la parte di Autocostruzione e il resto dell’Ecovillaggio?

H) Jacopo vuole essere interlocutore del gruppo in merito all’avanzamento del progetto o, visto che non è un tecnico ed ha innumerevoli altre questioni di cui interessarsi, ha dei referenti, progettisti da una parte e impiegati comunali dall’altra, ai quali il gruppo Autocostruttori può rivolgersi direttamente anche per evitare di dover spendere risorse per andare ad Alcatraz ogni volta? Se sì quali?

Da qui nasce un’altra domanda: come affrontare le prossime “riunioni di condominio” senza dover accendere un mutuo noi futuri abitanti dell’Ecovillaggio per parteciparvi e di contro non mandare in rovina Alcatraz dovendo ospitare e sfamare 30 persone alla volta.

Domanda acquirenti chiavi in mano:

 

Stiamo pensando molto seriamente ad acquistare ma vorremmo una nuova costruzione. Raggiungendo un certo numero di seriamente interessati, è possibile far partire le nuove costruzioni anche se gli edifici ristrutturati non sono stati già opzionati tutti?

http://ecovillaggio.ning.com/forum/topics/e-successo-cosi-quesiti?xg_source=activity

…..sono solo delle selle….

Old School Seat
When you’re pedalling about your city, soaking up the fabric of life on your urban landscape, it’s nice to know your ass is sitting fine and dandy upon a groovy bicycle saddle. Here’s a little guide to some of the derriere options available to cycle chicistas and chicistos.
I Heart Copenhagen
We heart this seat. The heart is a major cultural symbol in Denmark. They have featured country’s coat of arms for centuries, we hang hearts on our christmas trees and we even have hearts on our coins:
Hearts on Danish Coins

Summer House Bikes: Saddle Berry Worn Saddle
Don’t get us wrong. Vintage saddles have a charm that is almost impossible to replicate, but sometimes you just need to funk things up a bit.

Spicylicious Bike Seatness Fire Under Your Bum
Ride on a rainbow or on flames of passion. Whatever works for you.

Heart Target
Ride on delicate pink or ride right on target.

Taarnby Details Saddle Up with Brooks
Some Danish bicycle brands are now producing bike bits that match, like the seat and handlebar grips from Taarnby Bikes, at left. At right, you can’t often go wrong with a classic Brooks saddle, which are all the rage in Copenhagen. Classic leather that ends up fitting your bottom and your bottom alone. Now THAT’S personalising supreme.

Stockholm Cycle Chic14 Swedish Bike Beauty
If you and your bottom fancy the saddle you have now, then you can always use a seat cover for added spice and style. Fluffy or grassy are only two options out of kabillions.

Rain Cover The Drum Bicycle
Funk up your seat with colourful, kitsch colours or feel the urban beat with a seat like the one on the famous Copenhagen Drum Bicycle.

Bike Seat Covers For Sale
You can choose from a fine selection of animals to keep your saddle dry in the rain or snow.

Vive la France in Copenhagen
In Copenhagen many people shove a plastic bag under their saddle and pull it out if the saddle is wet. It’s a simple, no-nonsense approach to keep bottoms dry.
Advertising in a Bike Culture
The great thing in this city is that if you don’t want to use a plastic bag or can’t be bothered buying a saddle cover, you’ll be given free ones several times a year.

Because there are so many bicycles in the world’s cycling capital, advertising printed on saddle covers are an effective marketing tool and you’ll often see bike racks where all the bikes have been given a free saddle cover for this or that product.

Sikker Skolevej Bicycle Seat Cover Big Arse
Here’s one from a political party wanting safer routes to school on the left and the text on the right reads, “Does my ass look big on this?!”. It’s an advert for a light cream cheese.

Organic Uni
These two are for a new organic soft drink and a university, respectively.


Lest we forget the artsy/crafty option. Crochet your own bicycle seat cover and create your own personal style, like this one from Carina’s Craft Blog.

We have some more accessory ideas in our Cycle Chic Guide to Choosing a Bicycle post from a while back.

http://www.copenhagencyclechic.com/

DOMENICA7FEBBRAIO “RAGNATELA*CLANDESTINA” @ CASTELVOLTURNO

 

Recentemente è’ stato detto e scritto che Castelvolturno è come una Rosarno al cubo. Per sfatare questo mito non c’è cosa migliore che venire a vedere con i vostri occhi. Per questo il prossimo evento della Ragnatela si svolgerà proprio a Castelvolturno presso la Casa del Bambino dove normalmente si svolgono le varie attività dell’ associazione Black and White (www.neroebianco.org) in favore dei figli degli immigrati. Sarà un’occasione per conoscere anche questa realtà che sogna di poter aiutare i ragazzi che frequentano la Casa, sia per la scuola materna che per il doposcuola, a credere e costruire un mondo-altro dove il rispetto e la valorizzazione della ricchezza che ciascuno possiede non siano considerate solamente un’ostacolo da superare o abbattere.

DOMENICA 7 FEBBRAIO RAGNATELA*CLANDESTINA @ CASTELVOLTURNO

tutto il giorno fiera mercato di prodotti genuini&clandestini

donneconlegonne per parlare, scambiare idee, suggestioni, consigli, indumenti, libri, giocattoli…per bere una tisana insieme e programmare iniziative di aiuto reciproco, confronto tra donne, banca del tempo, baratto…

ore 12°° presentiamo

SANGUE AMARO Vite e morti all’ombra del Vesuvio

Nove reportage inediti. Nove storie da quell’arcipelago metropolitano che è Napoli. Ritratti di gruppo e singole vite: gli africani vittime del clan dei Casalesi, gli operai in cassa integrazione di Pomigliano, gli attori di strada di Gomorra, il parcheggiatore abusivo di piazza Mercato, il tredicenne suicida di Villaricca, l’operaio del depuratore di Cuma, il ragazzo che insegna italiano ai cinesi, il medico dell’ex manicomio di Aversa, l’agronomo che sfida i “vampiri” del territorio campano. E due storie disegnate. Vicende, luoghi e persone riscattati dai risvolti della cronaca, narrati in modo da ricostruire il passato accanto al presente, per svelare dettagli di cui nessuno ci aveva mai parlato.

Sangue amaro è il secondo annuario prodotto dalla redazione di «Napoli Monitor», mensile indipendente di cronache, inchieste, reportage e disegni. http://napolimonitor.wordpress.com/

Testi di Salvatore Porcaro, Luca Rossomando, Alessandra Cutolo, Marcello Anselmo, Massimiliano Virgilio, Gianluca Vitiello, Marco Borrone, Giusi Marchetta, Bernardo De Luca.

Disegni di Cyop&Kaf, Diego Miedo, Malov, Arp, Luca Eno Trimaldi
L’ancora del mediterraneo, 160 pagine, 13.50 euro / presto in libreria

ore 15°°
Maschere in gioco Carnevale, il passaggio dall’inverno alla primavera. Laboratorio di maschere realizzate con il cartoncino ondulato e cartoncini colorati a cura di Rosellina LEONE_Masseria Padula (Pz)&FONDI RUSTICI

ore 16:15
“LA FOCE DELLE NOTIZIE”
IL NOTIZIARIO DI CASTEL VOLTURNO (30’)

un progetto di video partecipato a cura di Angelo Loy ed Emanuele Vernillo

realizzato dai ragazzi e dalle ragazze della Scuola Media G. Garibaldi in collaborazione con il Centro di accoglienza per immigrati Fernandes di Castel Volturno

La Foce delle Notizie è l’esito di un laboratorio sulle tecniche di ripresa audiovisiva che un gruppo di ragazzi ha utilizzato per realizzare notiziari di approfondimento, con set televisivi, conduttori, ospiti e inviati per i servizi esterni. Un esperimento pratico di inchiesta su temi complessi quali immigrazione, legalità e ambiente, affrontati con uno sguardo diverso dalla cronaca che spesso caratterizza le terre del Casertano.

Ore 17:00

volevano braccia e sono arrivati uomini

“Il Tempo delle Arance” (30 min)

Video realizzato da InsuTv a Rosarno nei giorni del pogrom e della deportazione dei migranti
per ritrovare, nelle immagini e nei racconti dei protagonisti, le ragioni della ribellione contro la violenza e l’apartheid. Cui è seguita la vendetta della mafia e del governo…

c/o Casa del Bambino Missionari Comboniani, Via Domitiana Castel Volturno (CE) (da Napoli Centro BUS M1 subito prima di “Scalzone” a dx) http://www.neroebianco.org tel. 3289739045 (gianpietro.PAZ)

4info: ragnatela@autoproduzioni.net * http://ragnatela.noblogs.org/

L’UNICO LIMITE E’LANOSTRA IMMAGINAZIONE

ragnatela

FIERA DELLE SOLUZIONI IMMAGINARIE…

DOMENICA 7 FEBBRAIO “RAGNATELA*CLANDESTINA” @ CASTELVOLTURNO

ragnatela@autoproduzioni.net

http://ragnatela.noblogs.org/