è tempo…..

E’ tempo …

È tempo di mettersi in ascolto.

È tempo di fare silenzio dentro di se.

È tempo di essere mobili e leggeri,

di alleggerirsi per mettersi in cammino.

È tempo di convivere con le macerie

E l’orrore, per trovare un senso.

Tra non molto, anche i mediocri lo

diranno.

Ma io non parlo di strade più impervie,

di impegni più rischiosi,

di atti meditati in solitudine.

L’unica morale possibile

È quella che puoi trovare,

giorno per giorno, nel tuo luogo

aperto-appartato.

Che senso ha se solo tu ti salvi.

Bisogna poter contemplare,

ma essere anche in viaggio.

Bisogna essere attenti,

mobili, spregiudicati e ispirati.

Un nomadismo,

una condizione, un’avventura,

un processo di liberazione,

una fatica, un dolore,

per comunicare tra le macerie.

Bisogna usare tutti i mezzi disponibili,

per trovare la morale profonda

della propria arte.

Luoghi visibili

E luoghi invisibili,

luoghi reali

e luoghi immaginari

popoleranno il nostro cammino.

Ma la merce è la merce,

e la sua legge sarà

sempre pronta a cancellare

il lavoro di

chi ha trovato radici e

guarda lontano.

Il passato e il futuro

non esistono nell’eterno presente

del consumo.

Questo è uno degli orrori,

con il quale da tempo conviviamo e al quale non abbiamo ancora

dato una risposta adeguata.

Bisogna liberarsi dell’oppressione

E riconciliarsi con il mistero.

Due sono le strade da percorrere,

due sono le forze da far coesistere.

La politica da sola è cieca.

Il mistero, che è muto,

da solo diventa sordo.

Un’arte clandestina

per mantenersi aperti,

essere in viaggio,

ma lasciare tracce,

edificare luoghi,

unirsi a viaggiatori inquieti.

E se a qualcuno verrà in mente,

un giorno, di fare la mappa

di questo itinerario;

di ripercorrere i luoghi,

di esaminare le tracce,

mi auguro che sarà solo

per trovare un nuovo inizio.

È tempo che l’arte

Trovi altre forme

Per comunicare in un universo

In cui tutto è comunicazione.

È tempo che esca dal tempo

astratto del mercato,

per ricostruire

il tempo umano dell’espressione

necessaria.

Una stalla può diventare

Un tempio e

Restare magnificamente una stalla.

Né un Dio, né un’idea,

potranno salvarci

ma solo una relazione vitale.

Ci vuole un altro sguardo

Per dare senso a ciò

Che barbaramente muore ogni giorno

Omologandosi.

E come dice un maestro:

“tutto ricordare e tutto dimenticare”.

Antonio Neiwiller, Maggio 1993

dalla pagina di Roberta Viggiani
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