RIDIAMO VITA A PALOMBA

 

RIDIAMO VITA A PALOMBA

 

Siamo un gruppo di cinque amici che, nonostante le rispettive individualità,si sono complementati per il raggiungimento di un obiettivo comune:

vivere  una vita più semplice e sperimentarsi in un rapporto più intimo con la natura.

Dopo vario peregrinare in cerca del “posto”, ci è venuta incontro Palomba e il nostro sogno si è avverato.

Palomba è una splendida collina situata sulla parte inferiore del valico di Chiunzi,si affaccia sul mare di Maiori e guarda l’imponente montagna dell’Avvocata.

Palomba era un antico fondo rustico completamente autosufficiente e dotato di un antichissimo sistema di canali e cisterne per la raccolta e la conservazione dell’acqua  che da diverse fonti sgorga limpida e fresca dalle rocce calcaree rendendo l’habitat faunistico e floristico della zona particolarmente interessante

A Palomba si coltivavano agrumi, in particolare limoni (sfusato amalfitano) secondo la tipica coltivazione a spalliera dei terrazzamenti della costiera amalfitana, olivi e viti con cui si produceva il miglior vino della zona                  (pere è palumbo e tintore) e la caratteristica segale : il grano jurmano.

Si allevavano animali da cortile,maiali,mucche pecore e capre per produrre latte e formaggi.

Alberi da frutto coltivati(peschi,albicocchi,susini,fichi,loti)e spontanei (castagni,carrubi,sorbi,mirto,corbezzoli e biancospino) oltre al raccolto dell’orto,provvedevano al fabbisogno di una famiglia che, già di per sé numerosa,accoglieva al proprio tavolo ogni giorno diversi ospiti

Tale accoglienza era legata alla funzione di “ufficio postale” che Palomba svolgeva prima dell’avvento della tecnologia e a cui deve il suo nome:

da quel fondo partivano e ritornavano i piccioni viaggiatori ,i postini dell’epoca , trasportando i messaggi che i pescatori,in mare per mesi,si scambiavano con madri e mogli in ansia che a Palomba si riunivano per avere notizie dei loro cari salendo lassù in alto su quella collina anche con i bimbi al collo.

Si mangiava insieme,si sfornavano pane e pizze,un po’ si lavorava ,perché un’aiuto in campagna era sempre necessario,e un po’ ci si divertiva intonando al suono di nacchere e tammorre canti e balli della tradizione mentre i bimbi giocavano e i più piccini dormivano all’ombra del grande carrubo

E così quelle giornate di attesa si trasformavano in occasioni spensierate di allegra convivialità

Ed è questa vita che vorremmo ridare a Palomba:

l’accoglienza e il piacere di condividere,la convivialità e lo stare insieme

affinchè si possano ricreare quelle condizioni del passato così cariche e dense di “energie” e anche se per olio e vino ci vorrà un po’ di tempo prima di averli in tavola (ma noi contiamo sul nostro amore e sulla nostra dedizione nella cura di viti,olivi e agrumi),sicuramente non mancheranno cibi naturali e genuini da poter mangiare in compagnia sotto lo sguardo tenero dei piccioni viaggiatori che,segno del destino,

sono ritornati a volare a  Palomba


http://palomba.webs.com/

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