STORIE di PANE e di GRANO

ESTRATTO dal film-doc STORIE DI PANE E DI GRANO di Piero Cannizzaro.

Sinossi
Tra le valli del Monte Gelbison, e del monte Gervati in provincia di Salerno vive una coppia molto particolare.
Angelo e Donatella si sono trasferiti dalla città alla campagna per cominciare una vita a contatto con i ritmi e i tempi della natura, dedicandosi alla coltivazione di unantica qualità di grano conosciuto sin dai tempi dei Romani: lantico carosella. Una testimonianza scritta di questo antico cereale si trova in alcuni documenti pubblicati a Parigi nel 700.
In alcuni giorni particolari con la farina del carosella preparano il pane in forme artistiche che vende ad alcuni estimatori e clienti affezionati. Grazie al loro lavoro adesso sono in molti a conoscere questo antico cereale che viene sempre più apprezzato dai clienti di trattorie e ristoranti dove si cucinano e propongono i piatti della tradizione locale.

Dopo aver studiato Sociologia allUniversità di Salerno, si è trasferito in uno dei più suggestivi punti del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, in un vecchio casale abbandonato a quasi 1.000 metri daltezza
Tra le valli del Monte Gelbison e del Massiccio del Cervialti, in provincia di Salerno (in uno dei punti più suggestivi del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano), la coppia ha deciso di vivere a contatto con i ritmi e i tempi della natura. I nuovi contadini hanno trovato un nuovo senso nel lavorare la terra. Istruiti e consapevoli del loro lavoro, hanno riscoperto lemozione del far nascere la vita, prendendosi il gusto di farlo integralmente, governando tutto il processo, dalla semina fino al prodotto pronto per il consumo.
Ma cè di più. La biodiversità ricreata da Angelo non si lega solo ai metodi di coltivazione e allarchitettura. La sua è una battaglia di tutela per salvaguardare soprattutto una biodiversità di tipo culturale.
Le trasformazioni della società contemporanea, anche nella zona del Pruno, hanno infatti portato i contadini, i pastori e -in generale- gli abitanti locali, a rimuovere le loro conoscenze culturali millenarie. Angelo, invece, cerca di recuperarle.
Tra le tante iniziative, ha invitato dei vecchi musicisti della zona a suonare nel suo casale, non solo con lo scopo di aggregare, come accadeva una volta, gli anziani con i giovani, ma soprattutto per far conoscere a quelle nuove generazioni i suoni della loro terra. Alcuni, infatti, dopo averli ascoltati, si appassionano e diventano dei nuovi testimoni ( e futuri guardiani) delle musiche tradizionali del Cilento. Senza questo interesse, quel patrimonio di conoscenze andrebbe inevitabilmente perso.
Regia: Piero Cannizzaro
Durata totale: 27 minuti.

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