WoodStocc’ Una tre giorni di musica e…

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WoodStocc’

Una tre giorni di musica e… La patafisica Papessa vesuviana, Paola Acampa, se n’è inventata un’altra delle sue con questo “Woodstock – secondo raduno patafisica partenopeo” in cui saranno presenti patafisici da tutta Italia e oltre, musicisti, performer, burattinai, poeti e chi più ne ha più ne metta. Il contesto, come sempre, sarà quel luogo speciale che è la casa di Paola Acampa, in località Fiume di Pietra, una frazione del comune di Ercolano, nella contrada dell’Osservatorio Vesuviano, proprio sul Vulcano che con la sua inquietante presenza incombe sulla città di Napoli e sui suoi dintorni. La casa, trovandosi sul Vesuvio, è immersa nel verde, tra alberi secolari. Da qui, l’idea di intitolare il nome del raduno al legno, wood in inglese. Ma si tratta anche di un omaggio a quella tre giorni di pace, amore e musica che nell’agosto del 1969 si ebbe nell’omonimo comune di Woodstock, nello stato di New York e che celebrò la (fine della) cultura hippie (epocale la performance di chiusura di Jimi Hendrix, di fronte a una platea ormai in esodo, con, tra gli ultimi brani eseguiti, l’interpretazione dell’inno americano completamente trasfigurato dagli acidi suoni distorti della stratocaster del “Voodoo Child”).
Eppure, nel raduno ideato e organizzato da Paola Acampa, col patrocinio dell’Institutum Pataphysicum Parthenopeium diretto da Mario Persico, la musica, per dichiarata ammissione (come sempre) dissacratoria della medesima ironica auspice, sarà assolutamente subordinata a qualcos’altro. L’identità di questo qualcosa d’altro è adombrata nel secondo termine della parola composta Woodstock, stock, appunto – parola tutta intera che potrebbe allora pure scriversi “Woodstocco”, all’italiana. Questo termine “stock”, traslitterato, per omofonia, nell’italiano stocco, richiama un noto ingrediente ittico, che serve da base per una serie di succulente pietanze: lo stoccafisso o, più opportunamente, detto anche pesce stocco (dall’inglese stockfish o dal tedesco Stockfisch o, come è più probabile, dall’antico olandese stokevisch). Questo prodotto alimentare, tra l’altro, ha nella cittadina di Somma Vesuviana, a pochi chilometri dal luogo dove si terrà il raduno, una delle sue patrie elettive, con noti grossisti e distributori e altrettanto note trattorie dove lo si può gustare. Alcuni di questi sono stati direttamente coinvolti da Paola Acampa per intervenire al raduno e servire ai convenuti assaggi di stoccafisso cucinato nelle più svariate maniere.
Musica, quindi, che farà da contorno a quest’omaggio patafisico al pesce stocco, che a sua volta contribuirà a fornire un motivo in più per rievocare la memoria di quella figura patafisica che fu Raffaele Gambardella, detto il Genoino, il quale si rese protagonista proprio di una performance intitolata “Il buon Baccalà”.
Non ci resta che intervenire e gustare, con tutti i sensi coinvolti.

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