CRITICAL MASS DEL MEDITERRANEO

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spot CIEMMONA 2012

Ogni anno a Roma è organizzato alla fine di maggio un evento chiamato

 Critical Mass Interplanetaria

 o più comunemente

 CIEMMONA

 dove ciclisti provenienti da ogni parte del mondo si incontrano per pedalare tutti insieme per le strade della capitale.
E’ una delle più grandi Critical Mass d’Europa.
Vi aspettiamo tutti in bici i giorni 25, 26 e 27 maggio!!

Per info
http://www.ciemmona.org
http://www.ciclofficinepopolari.it

CICLOSPEDIZIONE DA NAPOLI A ROMA, PER LA CIEMMONA INTERPLANETARIA 2012

Siamo a nove…nove Ciemmone, dal lontano 2004
http://www.ciemmona.org/

Qualcuno qui da Napoli (il sottoscritto) non si fece sfuggire l’occasione e iniziò subito ad andarci in bici, come del resto fecero altri ciclisti da tante città d’Italia (e non solo!).
Poi, qualche …anno dopo, se ne aggregò un altro…e fummo due.
E l’anno dopo ancora – era il 2009 – cinque avventurosi, tra cui anche chi non si era mai provato su simili distanze, condivisero due bellissimi giorni di pedalate fino alla Capitale.
E, infine, nel 2011 si può dire che abbiamo fatto il botto:
http://www.youtube.com/watch?v=Qv6yiAxvp4M&list=UU_T043dd_2QuJo4V1FBN8Sg&index=5&feature=plcp

Cos’è, insomma, questa cosa che proponiamo?
Viaggio, avventura, amicizia: tutto da vivere insieme, pedalando. Tutto da provare e…”se pò ffà” 😉

A proposito, genti del Sud dirette alla capitale: dovrete passare quasi obbligatoriamente dalle nostre partii, pertanto siete invitate ad unirvi alla carovana!

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Prima di tutto una doverosa premessa per chi fosse scettico sulla fattibilità di questa mini-impresa: il numero crescente di partecipanti negli anni dimostra che SI PUO’ FARE…o, almeno, può farlo chiunque abbia una gamba da 100-110 km al giorno – come primo riferimento – e possa allungarsi fino a coprirne un’altra trentina: tanto non è una corsa, andremo a passo di cicloturista godendoci il viaggio senza affrettarci troppo ma cercando di stare nei tempi previsti, che sono comunque “testati”. E poi, se la condizione dovesse proprio venir meno, ci sarà sempre la possibilità di prendere il treno, mai troppo lontano dal nostro percorso.

Dunque, si parte di buon mattino (diciamo non oltre le 7.00) da Napoli centro in direzione Licola, in modo da pedalare nelle ore fresche della giornata ed evitare un po’ di traffico: si può scegliere la strada che si vuole, l’importante è arrivare sulla Domiziana (state tranquilli, fortunatamente non è più lo stradone di una volta: è stata in gran parte rifatta e grazie alle rotonde le auto non corrono più da pazzi, e si possono anche incontrare gruppi di ciclisti e cicloturisti con cui scambiare due chiacchiere al volo). In alternativa, se si sceglie di partire da un altro punto, si può percorrere la circonvallazione nord (Casoria, Arzano, Giugliano ecc.) mentre chi non se la sentisse di pedalare in questo primo tratto può tentare di salire sulla Cumana (dove le bici per regolamento non sarebbero ammesse).

In questa prima parte “entro-regione” il percorso è del tutto pianeggiante; attraverseremo luoghi ‘ameni’ come Castelvolturno, Mondragone…passando oltre il pìù velocemente possibile, fino al confine col Lazio, posto sul ponte del Garigliano; a Scauri-Minturno possiamo fare una prima sosta e aspettare gli eventuali compagni di viaggio che avranno optato per il treno FS. Fin qui sono 100 km (se fatti in bici; 70 col treno) che, se fatti in allegra compagnia e col fresco della mattina, non pesano troppo sull’economia del viaggio. A seguire ancora pianura: Formia, e finalmente Gaeta. Da qui in avanti la strada inizia a essere più movimentata, con curve e saliscendi, mostrando a tratti una bellezza simile alla costiera cilentana: esplosioni di colori e profumi, panorami selvaggi di cui godere in corsa. Questo è l’unico tratto un po’ impegnativo del primo giorno, ma…merita.
Comunque, dosando sapientemente le energie, dopo un po’ si arriva a Sperlonga – toccata e fuga – si prosegue fino a Terracina, dove siete pregati di non badare se qualcuno (come il sottoscritto) dovesse gettare l’idea provocatoria di andare sulla rocca della città ad ammirare il tempio di Giove Anxur.. ;-). Da lì, un’altra 15ina di km e si arriva a Sabaudia, dove ci accamperemo per il pernottamento “free-camping” in spiaggia o nell’accogliente pineta nei pressi della zona camper con annessa fontanina; in verità, il campeggio non sarebbe proprio consentito, ma confidiamo sempre nella benevolenza dei carabinieri, la cui stazione è proprio di fronte la pineta…tanto, disturbiamo solo per una notte prima di levare le tende. (L’unica vera controindicazione sono i possibili comizi locali, per lo più di matrice fascista: le radici storiche di Sabaudia sono arcifamose…purtroppo.)
La mattina successiva ci si mette in viaggio di buon’ora, ma chi si lamenterà per l’alzataccia sarà ripagato da una specie di ‘incanto’: la magia delle dune di Sabaudia. Almeno questa è l’impressione che ha mi ha suscitato sin dalla prima volta vedere il sole sorgere da dietro le dune, col riverbero della luce che filtra il pulviscolo che galleggia nell’aria, interrotto da qualche macchia a forma di leprotto, mentre si passa sotto ponti naturali di alberi, con l’odore del mare a sinistra e della vegetazione a destra. Credo che il viaggio valga la fatica anche solo per questo.
Da lì in avanti ci manterremo sul lungocosta, tutto pianeggiante, passando per Nettuno e Anzio, fermandoci per una giusta pausa colazione; dopodiché si dovrà decidere il percorso per appropinquarci all’Urbe. Personalmente non sono del parere di passare per i Castelli (colline…discrete), quanto di prendere la Nettunense, passare quindi per Aprilia, Ardea e Pomezia che ci condurranno a sud-est della capitale; da lì è possibile imboccare una delle vie vecchie come la Pontina o la Laurentina, che per parte loro ci saluteranno con una bella imbottigliata nel traffico (che lì è abbastanza pericoloso, benché i romani mi sembra guidino decisamente meglio dei colleghi partenopei); meglio ancora, tentare la fortuna per le vie secondarie, potendo anche contare sulle buone indicazioni dei locali. Il resto “verrà da sè”, e con una buona dose di fortuna arriveremo alla Ciclofficina Don Chisciotte (presso la ex-Snia, sulla Prenestina) giusto in tempo per il pranzo 😉

Riepilogando:
1a tappa Napoli-Sabaudia: 160 km circa (130 con Cumana)
2a tappa Sabaudia-Roma: 110-120 km circa

Sottolineo che, per chi ha un allenamento sui “100 e qualcosa” giornalieri, il viaggio non è particolarmente impegnativo, considerato che per la maggior parte è pianeggiante; poi, dal momento che nel primo giorno viaggeremo a fianco della ferrovia, fino a Formia, non è disdicevole iniziare da lì, per chi non se la sentisse di farlo tutto in bici.
Per quanto riguarda il mezzo…la bici da corsa va bene, ma non sempre è predisposta per il portapacchi; meglio forse un’ibrida, per i rapporti di marcia più corti e per i copertoni più larghi che possono sopportare un maggior peso e garantire una certa sicurezza di marcia. Se si usa la mtb è “obbligatorio” alleggerirla e mettere su un buon paio di copertoni da asfalto (gili “slick”, quelli lisci senza scolpiture). Va da sé che il mezzo dev’essere in ottime condizioni, per ridurre al minimo la possibilità di incidenti che rallenterebbero tutto il gruppo: quindi revisionatelo o fatelo revisionare (la Ciclofficina Massimo Troisi esiste anche per questo! http://www.facebook.com/ciclofficinamassimotroisi)
E soprattutto, l’elemento più indispensabile di tutti…non difettare di entusiasmo! ;-)))

BIK(E)PRESS’ urban bike messenger NAPOLI

 

 

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Chi Siamo

Marchio Bikepress' La passione per la bicicletta, un approccio sostenibile alla vita di tutti i giorni e l’amore per Napoli hanno ispirato il nostro progetto imprenditoriale e reso possibile la nascita di Bikepress’, il primo ciclocorriere partenopeo, sull’onda delle esperienze già attive in città come Milano, Venezia, Firenze, Roma, Bari, Catania e Palermo.

Consegniamo tutto ciò che è possibile trasportare nei nostri zaini impermeabili (documenti, plichi, spesa, regali), accediamo alle ZTL e lavoriamo con qualsiasi condizione metereologica, garantendo efficienza e serietà ad emissioni zero.

Ci rivolgiamo a professionisti, piccole e medie aziende, negozi, uffici e cittadini che desiderano come noi una Napoli più vivibile, sicuri del fatto che chi ci sceglie avrà voglia di farlo sapere a clienti ed amici.

Per saperne di più

Un ciclocorriere è un pony express che utilizza la bicicletta invece di un veicolo a motore per la consegna di qualsivoglia tipo di merce trasportabile su due ruote. Definito anche, il ciclocorriere ha un’origine che affonda nei primordi dei servizi postali. Ciclosoficamente si potrebbe delineare il percorso: cavallo, bicicletta, motore, bicicletta. Ciò vuol dire che il ciclocorriere è il passo indietro che risulta essere un passo avanti.i ciclocorrieri e l'eco-evoluzione

Pronto… Critical Mass!?

fotoLuigi Panzuto

Due volte al mese, con la bici, con la voglia di divertirsi, di fare amicizia e di ridere alla faccia degli autoimmobilizzati…

 perche’ la citta’ e’ anche tua e scegliere il mezzo con cui transitare e’ un tuo diritto!

 

DUE APPUNTAMENTI MENSILI:

PRIMO SABATO del mese ore 11:00

TERZO VENERDI del mese ore 18:30

Calata Trinita’ Maggiore (piazza del gesu’)
 

Appunti di viaggio Bicilento agosto 2011

 

 

 

Appunti di viaggio Bicilento agosto 2011
pubblicata da Luca Simeone il giorno martedì 30 agosto 2011 alle ore 16.17
 

1° giorno

Quasi non ci credevo che saremmo riusciti ad organizzarci, ed invece a pochi giorni dalla partenza prevista arriva l’sms che aspettavo, tutto confermato si parte! Il mio corpo è subito attraversato da un effervescenza, sono contento, la mia mente va subito all’ultimo viaggio in bici e incomincio ad immaginare quello che sarà. Da Napoli (poi partiremo da Pompei) al Cilento (io arriverò ad Acciaroli) in 5 giorni.

A Pompei  arrivo in treno dopo un viaggio allucinante ma, appena sceso Andrea mi accoglie al binario, piccoli gesti che diventano cose eccezionali.  Ricarichiamo le borracce fuori al santuario, mangiamo svariate banane offerte da Riccardo e si parte. Siamo in sei, la prima tappa è Maiori (Casa Palomba) e decidiamo di arrivarci per il Valico di Chiuzi. Sono 11 km di salita, l’inizio è durissimo ed i tornanti di Corbara ti mortificano. Diego bici da strada, bagaglio leggero e gamba ben messa va, mentre Francesco bestemmia perché nelle prime curve non gli entravano le marce più leggere. Il resto del gruppo arranca ma resiste, una sosta a metà circa per un po’ di potassio giallo e via fin su. Arriviamo stremati conquistiamo la fontanina e mangiamo frutta e crostata di fichi.

Finalmente la discesa: uno sballo! Ad aspettarci a Vecite (Maiori) c’è Armando lasciamo le bici e saliamo per il sentiero del gusto. Noccioline, fichi, more, carrube, limoni e poi arrivati a casa,pancetta,provolone, pasta, frittata e tanto vino. Bagno in peschiera con acqua sorgiva gelata immersi nello splendido scenario di montagne severe ma accoglienti, sulle quali si riflette un tramonto che crea una luce stupenda. Ci si muove poco l’attività si svolge pressoché vicino la tavola ed i muscoli più utilizzati sono quelli mascellari. Cala il sole arriva il buio ed anche la telefonata del resto del gruppo che ci aspetta sul lungomare di Maiori. Per digerire decidiamo di scendere tutti a recuperarli a guidarci c’è Armando, si va per il sentiero circa 20 minuti al buio pesto senza alcuna luce. E’ un esperienza bellissima, peccato che a pensarla cosi non lo siano anche due costole della nostra guida (https://cicloturistiondivaganti.wordpress.com/2011/08/28/tengh-doije-costol-fratturat/).

 

2° giorno

A svegliarci ci pensa Nunzio (il) Gallo sono le 6 a.m. circa, la nostra tenda è proprio sopra il pollaio, l’avevo considerato come eventualità, ma dormire protetto sotto il carrubo di Casa Palomba era un esperienza imperdibile. Oggi non si pedala, ognuno fa un po’ quello che gli pare. Restiamo qui, tra un bagno in peschiera, freselle con pomodori dell’orto di Bruno ed i lavori per la realizzazione delle più bella compostiera della costiera a doppia camera ed in pali di castagno. Intanto è in arrivo Rossana per una cena divina con tre primi: sartù di riso, pennette con zucchine ed erbe varie e spaghettata al pomodoro fresco per secondo salcicce alla brace. Il morale del gruppo è alto, siamo tutti coscienti che un’ accoglienza del genere è da brividi, siamo stati coccolati ed amati con questa ricarica si può partire alla grande.

 

3° giorno

Sveglia alle 6.30 a.m. oggi siamo in nove a pedalare la partenza è prevista per le 8 a.m. ma si partirà con un’oretta di ritardo. Alfonso tira il gruppo fino alla salita di Capo D’Orso poi comincia una discesa stupenda, la giornata  è soleggiata ed il mare è calmo. Sosta a Vietri caffè,  dolcetto e acqua pubblica, un po’ di manutenzione alle nostre bike e si riparte. Passiamo Salerno, proseguiamo un altro po’ ma fa caldissimo, ci fermiamo in un posticino dove mangiare siamo sulla litoranea più o meno a Pontecagnano, non è il massimo ma può andare. Birre, scopone e cucciolone. Le nostre bici sono ammassate una sull’altra al sole, mentre noi siamo di fronte al mare in acqua. Si riparte, c’è anche la pista ciclabile peccato che il contesto non sia altrettanto interessante, passiamo per Marina di Eboli lo scenario è quello del litorale Domitio, degrado,  cemento che  avanza,  non si vede il mare e continua a fare caldo. Intanto Alfonso soccorre ciclisti e si improvvisa in riparazioni con attrezzi abbastanza impropri. Arriva Simone nostro amico che gestisce un bar a Capaccio, facciamo una ricarica energetica dolci e mandorle mentre una palla di fuoco pian piano scende ed illumina tutto di rosso.

Arriviamo a Paestum, stanotte si dormirà in pineta bellissimo neppure una zanzara. E’ buio l’operazione del montaggio dei teli sotto i quali dormire richiederà qualche sforzo in più ma alla fine riesce. Costruito l’accampamento, ora è necessario trovare una doccia i più intraprendenti ci riusciranno per gli altri se ne riparlerà il giorno dopo. Siamo in un posto stupendo mare,spiaggia,dune,pineta,cielo e stelle. Ritornare all’accampamento dopo qualche bicchiere di vino risulterà un po’ difficoltoso, ciò dimostra che il posto scelto da Andrea era veramente inespugnabile.

 

4° giorno

Risveglio alle 7 a.m. bagno in un mare piatto, Riccardo penerà un po’ ma poi riuscirà a fare la sua bella doccia gelata. Colazione con cornetti caldi e cappuccino e si parte, Paola, Diego e Francesco ritornano. La destinazione di oggi è Montecorice, studiamo le carte è decidiamo subito dopo Agropoli di tagliare per prendere una di quelle strade che di solito sulle carte è segnata come tutta aggrovigliata e lascia immaginare un po’ di tornarti. Decidiamo di passare per Perdifumo, dovrebbero esserci secondo i nostri calcoli circa 200 metri di dislivello. Quindi confortati anche dal salumiere dove prendiamo i panini decidiamo di proseguire. La prima salita è devastante, ad uno a uno tutti scendono dalle bici tranne quel maledetto di Riccardo che va dritto ed io che però la faccio tutta a zig zag. Else a cui mai nessuno a detto di no, si fa offrire una bottiglia d’acqua gelata. Riprendiamo a pedalare, saliamo per un altro po’ ma è 1 p.m, fa caldissimo e ci fermiamo. La strada è quasi deserta, Perdifumo si scorge in lontananza, quindi decidiamo di fermarci per un paio d’ore, c’è chi prova a riposare mentre riparte la seconda manchè di scopone, dove io e Roberto pecchiamo di scarsa lucidità. Ripartiamo alla spicciolata, si continua a salire, senza acqua unica salvezza gli alberi di fichi che non mancano.

Finalmente arriviamo: Perdifumo era a 450 m.  s.l.m. troviamo una fontana stupenda d’acqua gelata. Sosta in piazza aperitivo con pane, melenzane e formaggio, poi gelato. Il gruppo è provato ma finalmente si scende c’è quasi il tramonto. La discesa non finisce più siamo tutti emozionati e contenti è bellissimo. Pedalare ti ripaga sempre, nessuno di noi si aspettava di trovarsi dinanzi a cotanta bellezza, all’orizzonte si vede il mare di punta Licosa, la strada scende tra colline verdi e gialle, con qualche campanile e gruppetti di case. Ci siamo solo noi, si sentono le nostre risate, le grida e i campanelli, mentre Roberto fotografa tutto e tutti. Arrivati a Montecorice il nostro angelo custode Salvatore ci ospita in una casa tutta per noi. Doccia calda, cena e stelle.

 

5° giorno

Oggi si riparte finisce il nostro viaggetto, chi ritorna a Napoli, chi rimane in zona. I primi a muoverci siamo io e Riccardo. In una mezz’oretta sono ad Acciaroli è li la mia meta di oggi ad attendermi Marika e la mia figlioletta Diana riabbracciarle è una gioia infinita. Sono felice, viaggiare in bicicletta è veramente un esperienza unica, sviluppi una sensibilità nell’osservare quello che ti circonda che ti riempie. Sembra  quasi di  essere avvolti in una nuvola magica, attrai amore, ammirazione.  Lo si vede negli occhi delle persone che ci hanno incontrato, salutato, incoraggiato. C’è una dimensione individuale quella tua e della tua bici, i piedi sui pedali ed il gioco nel dosare le energie e poi quella del gruppo un corpo unico che ti porta e ti da sicurezza. L’acqua è fonte di vita, le fontanine dei luoghi sacri. Dopo un po’ quanto ti capita di trovare il tuo ritmo diventi tutt’uno con la bicicletta e lei diventa parte di te. Sei attraversato da un solletico che ti parte dalla punta dei piedi ed arriva alla testa,e poi passa per le braccia ed infine alle mani. Sudi con gusto. Ti senti leggero ed in discesa ti sembra quasi di volare. Si sogna ad occhi aperti.